Il SOUND EAR come segnalatore di superamento delle soglie di rumore in ambiente di lavoro

E’ noto che uno degli obblighi in capo al datore di lavoro dettati dalla legislazione vigente in materia di esposizione a rumore (d.lg. 81/2008) sia quello di delimitare i luoghi di lavoro a rischio rumore con appositi segnali che indichino a tutti la potenziale presenza del rischio.

Tuttavia, è molto frequente il caso in cui i luoghi di lavoro siano caratterizzati da un rumore variabile sia nello spazio (da ambiente ad ambiente può variare pesantemente), sia nel tempo (si pensi ad attività in cui le linee industriali non funzionino sempre in contemporanea o le stesse lavorazioni siano fortemente dipendenti dal tipo di prodotto in lavorazione, con conseguente emissione di rumore molto variabile).

Esaminiamo il caso di un ambiente di lavoro per lo stampaggio di particolari in gomma con uso di presse. Se si analizza il rumore in giornate diverse si hanno risultato sorprendenti: poiché viene utilizzata l’aria compressa per il distacco dei particolare dagli stampi, si può verificare che in alcune giornate la rumorosità sia molto contenuta (rumore ambientale < 80 dBA), in altre sia superiore ad 80-85 dBA per periodi estesi della giornata, in funzione proprio del tipo di particolare in lavorazione.

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Rumore ambientale al centro del reparto stampaggio
 – si noti la variabilità

Questa situazione fa sì che gli operatori non si abituino all’uso degli otoprotettori, e si corra veramente un rischio uditivo.

 

Il monitoraggio della rumorosità nel reparto stampaggio (misura a centro ambiente) indica una rumorosità molto variabile, che passa da 70 dBA ad oltre 85 dBA in alcuni momenti.

Se si analizza invece la rumorosità a cui è soggetto un singolo lavoratore può capitare la situazione seguente.

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Giornata tipo 1: esteso uso di aria compressa
– LAeq sul ciclo lavorativo = 96 dBA

 

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Giornata tipo 2: modesto uso di aria compressa
– LAeq sul ciclo lavorativo = 80 dBA

 

In casi come questi, risulta molto difficile analizzare l’esposizione a rumore secondo i rigidi criteri del d.lg. 81/2008, che permette di classificare l’esposizione a rumore attraverso un livello di esposizione giornaliero o, al più, settimanale: in effetti in molti ambienti produttivi il lavoro cambia in continuazione e la stessa valutazione dell’esposizione non può tenere conto di tutte le casistiche possibili e, peraltro, continuamente variabili nel tempo.

Come si può osservare il lavoratore è esposto a livelli che variano da 75 dBA a oltre 105 dBA, con rischio uditivo elevatissimo. Il lavoratore, in effetti, spesso non si rende conto del rischio e non è stimolato ad indossare gli otoprotettori, specialmente se non vi è un obbligo.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare, in questi casi, misure di prevenzione e protezione

Articolo 192 - Misure di prevenzione e protezione


 1.......... il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo mediante le seguenti misure:

a) adozione di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore;
b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore;

c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro;

2. Se a seguito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 190 risulta che i valori “superiori” di azione sono superati, il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l’esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di cui al comma 1.

3. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione sono indicati da appositi segnali. Dette aree sono inoltre delimitate e l’accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di esposizione.

4. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messi a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali è ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo.

Da quanto visto sopra risulta pertanto estremamente difficile sia quantificare correttamente il livello di esposizione a rumore in ambienti di lavoro a rumorosità variabile (a cura del Servizio interno di Prevenzione e Protezione e/o del consulente esterno), sia individuare le modalità corrette per una politica aziendale di riduzione dell’esposizione, come peraltro richiesto dalla normativa. Di questa considerazione è consapevole il legislatore, tanto che la condizione particolare è descritta all’art. 191 del d.lg. 81/2008.

Le soluzioni

 In casi come quello visto sopra, ma in generale in tutte le situazioni in cui la rumorosità è molto variabile può essere di estrema utilità attrezzare il luogo di lavoro con appositi indicatori di allarme sonoro.

SOUNDEAR, distribuito in Italia da MICROBEL s.r.l., è nata proprio da questa idea negli anni ‘90. I prodotti sviluppati da questa azienda con sede a Copenaghen sono principalmente:

 
Avvisatore di livello sonoro

Con questo segnale collocato nell’ambiente di lavoro i lavoratori possono immediatamente avere una idea della rumorosità presente nell’ambiente. L’avvisatore è montato a parete e visualizza il livello sonoro attraverso il superamento di soglie predefinite. Si possono definire soglie di rumore definite a passi variabili tra 40 e 115 dB(A).

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Regolazioni dell’avvisatore di livello sonoro

L’avvisatore può essere attrezzato con un microfono esterno, e dunque si può usare anche come segnale esterno al reparto aziendale rumoroso, che segnala al lavoratore o al visitatore che in quel momento nel reparto i livelli sonori superano la soglia e occorre utilizzare gli otoprotettori.

L’avvisatore può anche essere attrezzato con un Soundlog, che permette di misurare il livello sonoro per un certo periodo, al termine del quale i date sono stati memorizzati in una penna USB e possono essere scaricati su PC, analizzati ed elaborati (cosa che può tornare utile anche al datore di lavoro, al RSPP, al consulente esterno che voglia analizzare una situazione lavorativa complessa e molto variabile).

Il sistema SoundEarPRO permette invece di monitorare il livello sonoro in un ambiente di lavoro in più postazioni (fino a 10) utilizzando dei piccolo fonometri collegati in modo wireless (ossia senza cavo) ad un controller e un PC. Ciascun fonometro può misurare il livello sonoro nella sua postazione e inviare i dati in real time al PC, sul quale vengono memorizzate le storie temporali del livello sonoro, e si possono ad es. confrontare i livelli sonori in periodi di giornate diverse (ad es. qual è stato il livello sonoro fra le 9.00 e le 11.00 del mattino di due giornate di due settimane successive)

Questa tipologia di dispositivi sono di impiego ideale anche in altre situazioni quali ospedali, reparti di neonatologia, biblioteche, librerie ed anche per alcune applicazioni negli uffici per ricordare ai visitatori (e agli impiegati!) di mantenere il parlato ad un livello consono.

Altri impieghi sono nelle mense scolastiche, negli hotel, nei pubs, nei luoghi di aggregazione che possono originare livelli di rumore molesti per il vicinato e nelle fabbriche (per segnalare aree in cui è necessario indossare gli otoprotettori).

Il costo di queste soluzioni è ovviamente molto contenuto rispetto ai tradizionali fonometri.

Applicazione del SoundEarV in combinazione con un PC: permette in questo caso di misurare il livello sonoro e sul PC viene visualizzato un allarme nel caso di superamento del

livello di soglia predefinito: nel caso di call-center, uffici Open plan questo permette di controllare e di auto-regolare il livello delle conversazioni per limitare il livello sonoro complessivo nell’ambiente.